Il magico mondo della toilette

fila-bagnoNon so bene perché, ma, la maggior parte delle volte, l’ingresso di noi donne in un locale viene accompagnato dalla frase:”Dov’è il bagno?” come se saperlo ci rassicurasse. Anche se in realtà se si parla di bagni pubblici c’è poco da star tranquille. Noi siamo cresciute con un’idea romantica delle cose, perfino della stanza da bagno: nei film le donne si congedavano dai loro compagni per andarsi a incipriare il naso in bagno, nella realtà se decidi di assentarti per quest’operazione rischi che al ritorno te lo trovi con un’altra. Quando una donna entra in bagno si sta accingendo a compiere una missione in stile Matrix. In più è improbabile trovare il ragazzo dei propri sogni mentre si è lì in fila: alla porta delle donne c’è sempre una coda interminabile e c’è sempre quella che semina il panico spargendo la notizia che è finita la carta; alla porta degli uomini è raro trovare qualcuno, visto che la loro permanenza in bagno ha più o meno la stessa durata di un matrimonio di Nina Moric. Nella toilette delle donne c’è poi la fila che dura una decina di minuti davanti a una porta che sembra non volersi aprire mai, a un certo punto si inizia a bussare, ad accostare l’orecchio, ad abbassarsi per vedere se la luce è accesa, iniziano i brusiii finché una più illuminata non avanza l’ipotesi della chiave… Per cui se siete convinte che sedendovi sulla poltroncina vicino al bagno riuscirete a rimorchiare qualcuno, sappiate che, al massimo, l’unica cosa che vi verrà chiesta sarà un fazzolettino.